ABOUT

"Rosario Di Rosa è un nome sul quale chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo rispetto alla cerchia dei soliti noti nel jazz italiano dovrebbe puntare senza esitazioni."

- Vittorio Pio , Wall Street International

"...é doveroso inserire Di Rosa nel ristretto elenco dei migliori giovani pianisti nazionali..."

- Enzo Pavoni, Audioreview

"Le sensazioni che coinvolgono l’ascoltatore fanno parte di un progetto speciale di rinnovamento del jazz, che in Italia non ha adepti dello stesso calibro"

- Ettore Garzia, Percorsi Musicali

"...musicista inquieto

e ricercatore impenitente. Esso rappresenta un unicum nel panorama musicale italiano perché ingloba diversi stili e generi. Contiene in sé passato e futuro..."

- Flavio Caprera, Jazz Convention

Musicista e compositore siciliano estremamente creativo, si distingue per una vocazione alla ricerca e alla contaminazione tra molteplici mondi musicali sia acustici che elettronici.

 

Ha studiato disegno e arti visive col pittore Alfredo Campo, pianoforte jazz con Salvatore Bonafede, pianoforte classico con Leonardo Leonardi e Manuela Dalla Fontana, composizione con Riccardo Dapelo. Si è laureato in Architettura presso l'Università di Palermo e in Pianoforte Jazz (Triennio + Biennio) col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio "G. Nicolini" di Piacenza sotto la guida di Umberto Petrin.

 

Come pianista jazz ha partecipato a diverse clinics e master class, come quelle di Siena Jazz, Nuoro in Jazz, Marsala Jazz dirette da grandi musicisti quali John Taylor, Ralph Towner, Elvin Jones, Enrico Rava, Joshua Redman, James Carter, Stefano Battaglia, Franco D’Andrea, Enrico Pieranunzi, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Massimo Moriconi e Marc Ducret.

Durante i seminari di “Nuoro in Jazz“ del 1999 consegue la borsa di studio come miglior pianista “…per la squisita sensibilità musicale e per la maturità espressiva a livello strumentale…” (Roberto Cipelli).


 

E' stato selezionato tra 50 giovani pianisti in tutto il mondo per partecipare al prestigioso “Concorso Internazionale di Piano Jazz Martial Solal” a Parigi.

Nel 2003 si trasferisce a Milano ed entra in contatto con i jazzisti milanesi più rappresentativi come Franco D’Andrea, Attilio Zanchi , Antonio Zambrini, Tito Mangialajo, Ferdinando Faraò.

A Milano intraprende una proficua e intensa collaborazione con il flautista Carlo Nicita, anch’egli siciliano trasferitosi nel capoluogo lombardo. Il duo Nicita-Di Rosa ottiene il secondo posto al concorso milanese “Jazz Dimensione Giovani” nel dicembre 2003, esibendosi al Blue Note di Milano. A seguito di questa esperienza registra il disco d’esordio composto da brani interamente originali intitolato Voices ed edito dalla Splasc(h) Record, con Carlo Nicita ai flauti e con il trombettista Giovanni Falzone ospite in alcuni brani. Nel 2006 forma un sestetto diretto assieme a Carlo Nicita e comprendente alcuni tra i musicisti più rappresentativi della moderna scena jazzistica nazionale come Giovanni Falzone, Carmelo Coglitore, Yuri Goloubev e Cristiano Calcagnile. Con questa formazione registra il disco Unquiet Serenade che inaugura il sodalizio con la prestigiosa etichetta Abeat Records. “Unquiet Serenade” rientra tra i migliori dischi dell’anno nel Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz e viene acclamato anche dalla critica estera.

Già da queste prime pubblicazioni discografiche risulta evidente uno spirito di ricerca che lo porta a rielaborare in maniera personale ed estremamente contemporanea il linguaggio improvvisativo e compositivo che gradualmente si spingerà oltre i confini del jazz.

 

Tale aspetto diventerà sempre più manifesto nei successivi progetti discografici, sia in trio che in piccoli combo, e avrà una significativa attuazione nel disco (con Paolo Dassi e Riccardo Tosi) del 2015 “Pop Corn Reflections”, in cui viene esplorato il connubio tra improvvisazione jazzistica e aspetti derivanti dalla musica minimalista contemporanea di Steve Reich e dalla musica dodecafonica dei primi del ‘900.

“Pop Corn Reflections” rappresenta un primo decisivo cambio di direzione artistica e poetica che influenzerà i lavori successivi. Il disco viene votato nella prestigiosa Europe Jazz Chart, che segnala le più importanti pubblicazioni europee di jazz, tra i migliori dischi del 2015, mentre il Rosario Di Rosa Trio si posiziona al 2°posto tra le migliori formazioni di jazz dell'anno nel referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz. Il disco viene inoltre incluso tra i 100 Greatest Jazz Album dell’anno sia nazionali che internazionali dalla rivista JAZZIT.

 

Parallelamente all'attività pianistica comincia a studiare da autodidatta musica elettronica che nel tempo diventerà una parte imprescindibile per la sua evoluzione musicale.

 

Nel 2016 fonda assieme a Carlo Nicita una piccola e indipendente etichetta discografica, la Deep Voice Records, allo scopo di produrre i propri progetti in completa autonomia creativa. Per tale etichetta verrà rilasciato a gennaio 2017 il primo disco in piano solo ed elettronica, intitolato “Composition And Reactions”, che nel novembre 2016 ha avuto modo di presentare in anteprima alla Great Amber Hall di Liepaja, in Lettonia.

 

Nello stesso anno intraprende la collaborazione con la Angiolo Tarocchi Jazz Orchestra, un grande organico guidato dall’arrangiatore e compositore Angiolo Tarocchi all’interno del quale militano, tra gli altri, musicisti di primo piano del jazz italiano come Daniele Cavallanti, Beppe Caruso, Giulio Visibelli, Alberto Turra e Cristiano Calcagnile. Per questa orchestra, inoltre, contribuisce anche come compositore scrivendo un brano per orchestra e live electronics intitolato “Asymmetry” eseguito per la prima volta al Teatro Binario 7 di Monza. Il disco “Unwired” della Angiolo Tarocchi Jazz Orchestra riceve una Nomination ai Grammy per la musica indipendente al Lincoln Center di New York.

 

Nel 2018 costituisce un primo gruppo di improvvisazione elettroacustica, Rosario Di Rosa Basic Phonetics, un quintetto atipico (con Carlo Nicita, Alberto N.A. Turra, Sarah Stride e Davide Bussoleni) col quale registra “Crossroad Blues”, un concept-album che indaga il rapporto tra la parte razionale e irrazionale della mente umana riferendosi a certi lavori di Syd Barrett e Robert Johnson. Il disco viene annoverato tra le migliori pubblicazioni elettroacustiche dell'anno dall'autorevole musicologo Ettore Garzia sul sito Percorsi Musicali.

 

Attualmente la sua estetica musicale deriva essenzialmente dall'arte acusmatica, compone per strumenti e live electronics, opera nell'ambito dell'improvvisazione elettroacustica utilizzando una varietà di dispositivi come giradischi, sampler, microfoni a contatto, spesso incorporando altri oggetti e concependo il “suono” come varie textures formate da strati di detriti sonori.

 

Nel 2020 inaugura, con lo pseudonimo U/nu, un nuovo progetto in duo chiamato H'UM col batterista Stefano Grasso in cui per la prima volta utilizza soltanto l'elettronica accantonando il pianoforte. Nel settembre dello stesso anno pubblica, sempre per Deep Voice, il disco “Zehra” a cui partecipano in qualità di ospiti diversi musicisti di diverso ambito stilistico come Placido Salamone, Carlo Nicita, Alberto N. A. Turra, Camilla Barbarito, Danilo Gallo, Sarah Stride, Eloisa Manera.

 

La sua biografia è inclusa nel Dizionario del Jazz Italiano, edito da Feltrinelli, a cura del giornalista e critico musicale Flavio Caprera.

PERFORMANCE WITH //

Paul Jeffrey, Woody Shaw jr., Sorelle Marinetti, Vito Giordano, Mimmo Cafiero, Stefano D’Anna, Giampaolo Casati, Pietro Tonolo, Attilio Zanchi, Carlo Nicita, Giovanni Falzone, Alberto N.A. Turra, Sarah Stride, Davide Bussoleni, Stefano Grasso, William Nicastro, Placido Salamone, Danilo Gallo, Eloisa Manera, Camilla Barbarito, Paolo Dassi, Riccardo Tosi, Piero Bittolo Bon, Paolo Botti, Alberto Gurrisi, Jimmy Weinstein, Panagiotis Andreou, Angiolo Tarocchi Jazz Orchestra, Daniele Cavallanti, Beppe Caruso, Tiziano Tononi, Massimo Falascone, Milano Music Collective, Riccardo Luppi, Luca Calabrese, Francesco Chiapperini, Enzo Frassi, Valerio Abeni, Adalberto Ferrari, Tito Mangialajo, Ferdinando Faraò, Francesco D’Auria, Francesco Cafiso, Alberto Cavenati, Tommaso Starace, Marco Mistrangelo, Tommy Bradascio, Calogero Marrali, Dino Rubino, Carlo Cattano, Tony Cattano, Alberto Fidone, Giuseppe Tringali, Felice Clemente, Giulio Corini, Stefano Bertoli, Pucci Nicosia, Carmelo Coglitore, Cristiano Calcagnile, Yuri Goloubev, Enzo Augello, Massimo Pintori, Marco Zanoli, Thomas Grimmonprez, Jean-Philippe Morel, Deasonika e tanti altri.

PERFORMANCE IN FESTIVAL / CLUB  //

Teatro Metropolitan (Palermo 1997), Nuoro in Jazz (Nuoro, 2000), Time in Jazz (Berchidda, 2000), Palermo di Scena (Palermo, 2001), Castelbuono Jazz Festival (Castelbuono, 2001) Magra Jazz (Castelnuovo Magra, 2001), Associazione Teatrale NO’HMA (Milano, 2003), Blue Note (Milano, 2004), Break in Jazz (Milano, 2004), Gallarate Jazz Festival (Gallarate, 2005), Conservatoire de Paris (Parigi 2006), Clusone Jazz Festival (Clusone, 2007), Crocevia di Suoni Jazz Festival (Agrate, 2008), Eventi in Jazz (Castellanza, 2008), Cafeteria Jazz Festival (Bergamo 2009), Paprika Jazz Club (Dalmine 2009), Casa 139 (Milano, 2009), Vittoria Jazz Festival (Vittoria, 2009), Radio Italia (Milano, 2010), Radio Rai 3 (Milano, 2010), Musicamorfosi (Desio, 2010), Premio Fabrizio De Andrè (Roma, 2010), Teatro “V. Colonna” (Vittoria, 2010), Jazz On The Road (Brescia, 2011), Casa Del Popolo (Lodi, 2011), Jazzit Fest (Collescipoli, 2013), Teatro “V. Colonna” (Vittoria, 2015), Ah-Um Jazz Festival (Milano, 2015), Roccella Jazz Festival (Roccella Jonica, 2015), Radio Rai 3 (Milano, 2015), Piano City (Milano, 2016), Great Amber Hall (Liepaja, 2016), Radio Rai 3 (Milano, 2017), Garage Moulinski (Milano, 2019), Radio Rai 3 (Milano, 2019), JAZZMI (Milano 2019) e tanti altri.

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